BILINGUAL COMMENT

Pedagogies of the everyday and the New Archive: Exploring practices, objects and language in the "War on Terror"

Pedagogie del quotidiano ed il nuovo archivio: Un’esplorazione di pratiche, oggetti e linguaggio nella ‘guerra al terrore’

By Gabriella Maestrini

Gabriella Maestrini (Master in Erwachsenenbildung und Globalisierung) ist eine Doktorandin im dritten Jahr ihres PhD-Programs in Erziehungswissenschaften an der University of British Columbia (UBC). In dem Forschungsprojekt steht der Stand-up Comedy Humor als Onto-Epistemologie im Vordergrund. Der Arbeit liegt die Annahme zugrunde, dass über Humor vermitteltes Weltwissen ein anderes Erleben der Welt ermöglicht. Dies setzt voraus, dass man die Rolle der Stand-up Comedians als ‘Trickster’, sozialen Kommentor, Transgressor und Geschichtenerzähler begreift. In dieser Rolle laden sie uns dazu ein, die Welt anders zu erleben und ihre Position dafür nutzen, allgemein das Unsagbare auszuspechen und im Besonderen das Unsagbare des Kolonialismus. Der Humor, der von marginalisierten Stand-up Comedians benutzt wird, kann dazu führen, den Blick der Kolonialität zu erwiedern, zu unterbrechen, zu stören und zu verändern.

Pedagogie del quotidiano ed il nuovo archivio

August 13, 2020
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In questo articolo esploro come gli eventi del 11settembre 2001 hanno influenzato le pratiche quotidiane, gli oggetti e il linguaggio creando un nuovo archivio. Questo si riferisce ad un modo particolare di commemorazione del 11 settembre 2001, sono allo stesso tempo globale/ universale e locale/ personale, fondandosi  sulla spettacolarità dell’evento stesso e permette un modo specifico e  particolare di trarne significato.

Il nuovo archivio inserisce il settembre 2001 come un evento astorico, apolitico reso temporalmente lineare  attraverso una narrazione emotiva che si riduce ad una relazione di causa ed effetto.

Discuto in questo articolo come l’universalità/ la personalizzazione del settembre 2001 sono state rese possibili attraverso il nuovo archivio che si estende oltre pratiche ufficiali di commemorazione sanzionate, autorizzate e iniziate da agenzie ufficiali (di governo).

Pratiche, oggetti e linguaggio riposte in questo nuovo archivio attraverso le pedagogie del quotidiano sono basate largamente su una lettura di pedagogia che vede pratiche quotidiane come una forma di pedagogia pubblica e le espressioni di cultura popolare come un luogo importante per la produzione di significato. Queste pedagogie comprendono incontri mondani e interazioni quotidiani con persone, espressioni e memorie per produrre momenti di apprendimento pubblico informale.

Queste pedagogie fuori da spazi d’istruzione formale possono essere pubbliche/ private/ condivise e globali che circolano attraverso i media sociali.

Il quotidiano ha un interesse particolare perché ‘lo studio della vita quotidiana richiede una necessaria concretezza e specificità insieme ad una consapevolezza di un aumento in globalizzazione di pratiche quotidiane mentre Freire nota che ‘il quotidiano premette di assumere conoscenza di un’esperienza vissuta.’

In particolare accediamo queste pedagogie attraverso esempi interconnessi di pratiche quotidiane, oggetti e linguaggio che creano questo nuovo archivio. Pratiche di commemorazione depositate nel nuovo archivio includono per esempio la creazione/ circolazione di memi/collage e tatuaggi. Gli oggetti includono francobolli e posate che dal loro uso comune contengono le tracce e i fantasmi dell’11 settembre 2001. In fine, un’analisi di espressioni comuni come ‘la guerra al terrore’ e la circolazione di barzellette dimostra che anche queste a loro volta incarnano lo spettro dell’evento e con esso la paura di dimenticare.

Toc, toc?

Chi e’?

9/11

9/11 chi?

Pensavo che non dimenticassi?!1

In conclusione vediamo che il quotidiano con le sue pedagogie presenta una forza destabilizzante che crea occasioni per nuove forme di pedagogia, di epistemologia e di memoria.

 

1 (la traduzione letterale di barzellette e’ notoriamente difficicle visto che questa forma di richiamo e risposta e’ un forma collocata culturalmente nel mondo anglosassone)